In un ricco quartiere di Los Angeles, la polizia scopre i cadaveri di due persone; vicino ai corpi, un guanto insanguinato. I corpi vengono identificati: si tratta della giovane Glauce Brown e di suo padre Creonte. Viene subito avvisato Giasone, l’uomo che avrebbe dovuto sposare Glauce di lì a breve. Parlando con la polizia, Giasone insinua che ad ucciderli potrebbe essere stata Medea, sua ex moglie, tradita e abbandonata, che gli aveva giurato vendetta. A complicare le cose il fatto cheMedea è una famosa ex tennista di origini greche, diventata poi attrice dopo il ritiro; è un pilastro dello sport americano e tutti la amano.

Medea viene convocata in centrale, dove si professa innocente e nega che il guanto sia suo. La polizia le consiglia di trovarsi un avvocato e lei sceglie l’eccentrico penalista dei VIP di Los Angeles.

Il guanto viene analizzato: presenta tracce del sangue delle due vittime, insieme a quello di Medea. Inoltre, entrati in casa di Medea per dei controlli, i poliziotti trovano anche lì tracce del sangue delle vittime. Le prove sembrano schiaccianti, tant’è gli avvocati dell’accusa sono praticamente già convinti di vincere.

Pochi giorni prima del duplice omicidio, Los Angeles era stata sconvolta dall’uccisione, da parte della polizia, di un immigrato greco disarmato; l’avvenimento aveva portato a scontri violenti e accuse di razzismo rivolte alla polizia. L’avvocato di Medea decide di cavalcare quest’onda e assume Egeo, anche lui di origine greca, avvocato specializzato in cause legate al razzismo. Egeo, carismatico e telegenico, conquista subito la fiducia di Medea, che lo sceglie come avvocato principale.

Il processo, già dall’inizio, si configura come uno dei più importanti nella storia degli Stati Uniti. Medea sostiene la sua innocenza senza vacillare, nonostante le prove sembrino schiaccianti. Egeo è un paraculo molto bravo a rigirare le frittate e gli avvocati dell’accusa, dopo pochi giorni, iniziano a perdere la loro sicumera. Il processo diventa un enorme circo massmediatico e tutti gli avvocati, da una parte e dall’altra, sono estremamente stressati. Alcune amiche di Medea inziano a pensare che sia davvero lei la colpevole, conoscendo il suo temperamento orgoglioso e un tantinello propenso al rancore.

Un colpo di scena si ha quando viene chiesto a Medea, in tribunale, di provarsi il guanto. Il guanto è così stretto che lei quasi non riesce ad infilarci la sua mano giannimorandesca e la giuria, che propende per l’innocenza, rimane colpita da questo dettaglio. Ma l’asso nella manica della difesa viene tirato fuori quasi alla fine, quando vengono fatte ascoltare delle cassette in cui il poliziotto che ha trovato il guanto dichiara di odiare gli immigrati greci. “Puzzano tutti di feta” e “fanculo il Partenone” sono solo due tra le frasi incriminate. A questo punto, di fronte ad una giuria scandalizzata, la difesa solleva la possibilità che sia stato il poliziotto anti-ellenico a manomettere le prove per incastrare Medea.

Alla fine dello stancante processo, durato mesi, la giuria si ritira e in sole 4 ore produce un verdetto: Medea viene giudicata non colpevole 10 voti a 2 (a votare contro solo due grandissime fan di Monica Seles).

Medea viene scarcerata e i suoi due figli tornano a vivere da lei. Giasone, affranto, non crede nell’innocenza di Medea e pensa che il processo sia stato ridicolo. Medea chiede a Giasone un incontro e lui, riluttante, accetta. Con l’aiuto di una sua amica make up artist a Hollywood, trucca i figli come se fossero due cadaveri. Quando Giasone arriva, vede i figli morti in un lago di sangue; sovrastando le sue urla, Medea confessa di aver ucciso lei Glauce e Creonte (consapevole che non può essere processata due volte per lo stesso reato). Grida che, per completare la sua vendetta e far soffrire ancora di più Giasone, ha ucciso perfino i loro figli. Giasone, disperato, fugge dicendo che si recherà subito dalla polizia; Medea prorompe in una risata satanica, sapendo che gli sbirri lo prenderanno per pazzo. Non appena Giasone esce di scena, Medea prende uno struccante e inizia a togliere il sangue finto dal viso e dal corpo dei suoi figli, divertiti per lo scherzetto che hanno appena fatto al babbo.

Medea di Euripide /// American crime story ideata da Scott Alexander e Larry Karaszewski

Beatrice Gambogi

Attrice, scrittrice, modella, cantante, presentatrice, insegnante, fotografa, blogger, influencer, performer, minipimer… in cerca di un lavoro serio.

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