Londra. In un cinema d’essai si è appena conclusa una proiezione e i pochi spettatori stanno uscendo dal locale. Seduta con le spalle al muro e lo sguardo perso nel vuoto c’è Eliza, una giovane tossicodipendente. La ragazza viene notata da due uomini ben vestiti, il sociologo Higgins e l’antropologo Pickering. I due, esperti del comportamento umano, hanno una discussione sulla  gioventù bruciata e sul come si stava meglio quando si stava peggio.

Higgins sostiene che in 6 mesi potrebbe trasformare quella povera sciagurata in una signorina sobria, deliziosa ed elegante. Provocato da Pickering, che non gli crede, Higgins invita Eliza a seguirlo a casa sua e lei va, senza chiedere spiegazioni. Arrivati a casa, Higgins affida Eliza alle cure della domestica, la signora Pearce, che la lava, la pettina e la veste con panni più consoni.

Il giorno dopo Eliza, di nuovo capace di intendere e di volere, si fa spiegare il motivo della sua presenza là. Pur non essendo entusiasta all’idea di fare da cavia per un esperimento, decide di rimanere a casa di Higgins. Di diventare una signorina a modino non gliene frega niente, ma sa che stare confinata lì potrebbe esserle d’aiuto per smettere di drogarsi, cosa che ha tentato di fare più volte invano. Canzone: “Sì, con le pere smetterò”.

I primi giorni sono i peggiori: Eliza viene chiusa in camera, con la Pearce che le porta il cibo e Higgins e Pickering che vanno ogni tanto a vedere come sta. Eliza ha le allucinazioni, urla, mette a soqquadro la camera e chiede un’ultima dose (con la canzone “Basta un grammo”, ma non gliene danno nemmeno mezzo). Dopo qualche giorno, lo stato di Eliza migliora e Higgins la libera per dare avvio alla seconda fase dell’esperimento: la trasformazione.

Ad Eliza viene insegnato a parlare bene, senza accento e senza parolacce; le viene proposto uno stile di abbigliamento più raffinato e viene accompagnata nelle migliori boutique (qui canzone “Ma come ti vestivi?”, scritta da Enzo Miccio); le vengono insegnate le basi fondamentali del bon ton. Seppur stordita da tutti questi nuovi stimoli, Eliza vive l’avventura con un certo entusiasmo. Una sera Higgins e Pickering la portano in un locale e lei, ormai cambiata, beve solo un cocktail mezzo annacquato e flirta con un bravo ragazzo, un ex calciatore dalla faccia candida, Freddy.

Higgins, scopertosi innamorato di Eliza, va a sfogare la propria gelosia a casa della madre. Nel frattempo Eliza, rimasta a casa da sola con la Pearce, riceve una visita del padre, il signor Doolittle. Sguardo da psicopatico, baffi e anelloni d’oro, Doolittle è un personaggio piuttosto conosciuto in periferia, un truffatore alcolizzato e di indole violenta. Ha sempre avuto pochi contatti con la figlia, tuttavia le propone un affare: ha conosciuto un tizio che potrebbe vendergli 2 kg di roba a 4000 sterline -roba che poi lui rivenderebbe ad un prezzo molto più elevato- peccato solo che gli manchino 3900 sterline per concludere l’affare. Eliza dice di non avere tutti quei soldi, ma Doolittle, guardandosi intorno in quella bella casa piena di sciccherie, sente che lì qualche soldo può esserci. Minacciando la signora Pearce, si fa aprire la cassaforte, dalla quale prende la somma necessaria (un pochino di più, a dire il vero, perché birre e puttane non si pagano mica da sole). Doolittle dice alla figlia che se lo seguirà faranno a metà dei ricavi; Eliza, dopo un secondo di incertezza, guarda la faccia sgomenta della Pearce e, prima di andarsene col padre, proferisce l’ormai celebre frase “Io ho scelto di non scegliere la vita”.

La Pearce racconta ad Higgins la catastrofe avvenuta, sottolineando il fatto che Eliza è andata via di sua volontà; Higgins, da buon innamorato, ha ormai il cervello in pappa e si illude, invece, che Doolittle l’abbia costretta. Avvisa la polizia e con l’aiuto di Pickering prova a cercarla ovunque, ma senza esito. Canzone: “Non posso stare senza lei (almeno credo)”.

Finale. Sono passati dei mesi e Higgins è tornato alla solita vita. Un giorno trova un pacco nella cassetta della posta. Lo apre e vi trova dentro le 5000 sterline rubate e un  biglietto di Eliza: “Scusa capo, rieccoti i tuoi soldi. Sono stata un po’ stronza. Se vuoi che ti chieda scusa, chiamami al 777-4351”. Higgins corre verso il telefono, alza la cornetta, sipario.

Pigmalione (My fair lady per gli amici) di G. B. Shaw /// Trainspotting scritto da John Hodge, diretto da Danny Boyle

Beatrice Gambogi

Attrice, scrittrice, modella, cantante, presentatrice, insegnante, fotografa, blogger, influencer, performer, minipimer… in cerca di un lavoro serio.

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