Lo dico immediatamente: non si confonda questo microdramma con quello delle ripetizioni, di cui – purtroppo o per fortuna – ho già parlato. Il microdramma delle ripetizioni si verifica nel momento in cui per forza di cose dobbiamo evitare la ripresa di due termini dalla radice uguale collocati a breve distanza in un testo. Il microdramma di oggi, invece, riguarda per lo più le opzioni vere e proprie dei software di scrittura.

Quando abbiamo deciso come rimpiazzare una certa parola, infatti, può capitare che dobbiamo servirci dei vari strumenti di Trova e sostituisci dei nostri computer, tablet o cellulari. Da una parte per assicurarci che non ci sfuggano altre occorrenze a loro volta da modificare, dall’altra parte per applicare la nostra correzione in tutti i casi necessari. Finché si tratta di un racconto breve o di un componimento di qualche pagina, naturalmente si riesce a risolvere anche “alla vecchia maniera”, ovvero rileggendo il testo da cima a fondo e operando manualmente di riga in riga.

Se, però, abbiamo a che fare con un testo più lungo, ci risulta quasi inevitabile fare ricorso alle agevolazioni elettroniche, grazie a cui ci vengono evidenziate subito le parole che indichiamo. Basta un clic per farle sparire in massa e, eventualmente, per diventare altro. Una chicca che permette di risparmiare a volte delle ore, com’è noto, e che alla quale di certo sono grati molti scrittori.

Peccato che, di tanto in tanto, questa scorciatoia presenti delle insidie. La più lieve riguarda la “declinazione” o la coniugazione di alcune parti del discorso: magari vogliamo cancellare in toto il colore rosso dal nostro testo e sostituirlo sempre con il verde, per esempio, ma per riuscirci dovremo effettuare delle ricerche multiple, dato che rosso, rossa, rossi, rosse sono quattro termini diversi. Per fortuna, in questo caso basta armarsi di pazienza e procedere poco per volta, inserendo specialmente per i verbi prima tutti i modi indefiniti, poi i modi finiti più comuni nei tempi più comuni e nelle persone più utilizzate, e poi il resto.

Una leggermente più spinosa, invece, si verifica nel momento in cui dobbiamo sostituire una parola di poche lettere e la cui combinazione sia in comune con tantissimi altri vocaboli: su due piedi mi viene in mente della (di cui potrebbe servirci la forma del maschile o del plurale, per dire), presente in numerosi sostantivi come padella, gemella, flanella, mortadella, e in aggettivi come bella o monella. Peggio ancora per i monosillabi come il, di, se, ma, va, fa eccetera. Spesso si finisce a trovare in blocco le corrispondenze e a scartarne una buona percentuale della quale non ci frega proprio nulla ai fini della nostra operazione.

Perché parlo quindi di un microdramma? Perché da un lato la tecnologia ci suggerisce una soluzione facile e veloce per ovviare a una delle innumerevoli scocciature di chi scrive, mentre dall’altro lato non ha ancora affinato abbastanza le proprie tecniche, fino al punto di risparmiarci parecchia fatica manuale, un alto rischio di sviste e, soprattutto, di figuracce appostate in agguato e pronte a fregarci.

Se credete che stia esagerando, vi dirò che ultimamente ho utilizzato in modo un po’ distratto il Trova e sostituisci su Microsoft Word, nel frettoloso tentativo di cambiare il nome proprio di un mio personaggio: da Carlo, che mi sembrava troppo breve e poco evocativo, a Lorenzo. Peccato avere dimenticato (dato che sono campionessa di smemoratezze) che un altro personaggio di sesso femminile si chiamava Carlotta. Il risultato? Lui è diventato Lorenzo, naturalmente, e lei Lorenzotta. Una coppia di fatto e “di nome”, ecco.

E quel che c’è di più bello è che per sbarazzarsi di microdrammi del genere esiste una e una sola via d’uscita: concedersi una fragorosa risata.

Eva Luna Mascolino

Eva Luna Mascolino è nata nel 1995 a Catania, dove si è laureata in Lingue curando la prima traduzione mondiale di “Cap Africa”, una raccolta poetica del tunisino Moncef Ghachem. Dal 2016 si è invece trasferita a Trieste per studiare russo, francese e rumeno alla Scuola per Traduttori e Interpreti. Affascinata delle parole fin da sempre, nel 2010 ha vinto il Premio di Poesia Kivanis in un concorso locale e ha iniziato a collaborare con il quotidiano online “Voci di Città” nel 2011, di cui è stata caporedattrice e vicedirettrice. Nel 2015 ha poi vinto il Premio Campiello Giovani con il racconto “Je suis Charlie” e recensisce adesso narrativa per il blog “Il Rifugio dell’Ircocervo”, oltre a gestire la pagina facebook “Eva Luna racconta” e a essere in trattativa per una prima pubblicazione editoriale. Chiacchierona e assetata di risposte, ama viaggiare per l’Europa con fotocamera alla mano, guardare serie tv e strimpellare il pianoforte.

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