Che lo chiamiate sommario come da titolo, o indice come spesso appare nei testi stampati, converrete di sicuro con me nell’affermare che la sua esistenza non sempre è piacevole per chi lavora con la scrittura. È infatti fuori discussione presentare manoscritti superiori alle trenta pagine a chi di dovere senza un’adeguata suddivisione in più parti, che si tratti di capitoli, di atti, di parti o di sezioni.

D’altro canto, però, redigerne una richiede dosi di pazienza non sempre accessibili e predisposizioni al masochismo che forse non dovrebbero essere incoraggiate fino a questo punto. Per dirla in altre parole, non c’è da aspettarsi operazioni rapide e indolori, specialmente se si ha la sciagurata idea di crearla prima che l’opera sia stata rivista.

Questo perché, nel frattempo, accadono numerosi imprevisti. I principianti non capiscono come allineare i numeri delle pagine a destra, per esempio, e passano ore a maledire barre spaziatrici e parallelismi impossibili fra le cifre doppie e quelle singole. Chi ha più esperienza, dal canto proprio, ha però magari la sfortuna di aggiungere alcuni paragrafi dopo avere sistemato il sommario – ed ecco che salta ¾ del lavoro già svolto.

C’è poi chi si sente competente e smaliziato, credendo così di spuntarla senza particolari crisi di nervi. Peccato che anche in questo caso, invece, qualche sorpresa presto o tardi bussi alla porta – anzi, al monitor. Il più delle volte si tratta della necessità di suddividere un capitolo in due parti, o di accorparne due in uno, mentre in casi più rari ci si ritrova a doverne invertire l’ordine.

Tornano anche certi guai, se la vogliamo dire tutta, non appena qualcuno ci impone di cambiare font o dimensioni del carattere. Idem con i margini, con eventuali note a piè di pagina, con l’interlinea. Basta il più lieve cambiamento a complicarci irrimediabilmente il mestiere e a farci inventare parole di nuovo conio per sfogare il nostro malumore.

Farà piacere sapere che una volta tanto, per quanto incredibile possa apparire, la tecnologia ci viene in aiuto conto questo microdramma sputafuoco. Parecchi programmi di scrittura, infatti, permettono di selezionare alcune voci a nostra scelta e di identificarle come componenti del nostro sommario. Nell’eventualità di revisioni e cambiamenti di sorta, basta avere impostato per bene la funzione e cliccare su Aggiorna perché in automatico voci e pagine tornino a corrispondere con la realtà.

Naturalmente, sarebbe un lieto fine troppo scontato, quello a suon di bacchetta magica e di mouse che tutto può. Non si tratterebbe di un microdramma serio e degno di rispetto, se così fosse. Ergo, preparatevi alla brutta notizia: il sommario automatico non è per niente infallibile e, pure quando svolge le proprie mansioni in maniera dignitosa, può lasciare delusi.

Di tanto in tanto succede che stravolga di propria iniziativa il layout selezionato in precedenza, per dirne una. In altre miserabili giornate decide di escludere secondo le proprie simpatie personali alcune intestazioni, oppure di ingrandirne inspiegabilmente delle altre, che all’improvvisano diventano dei giganti sul foglio bianco.

Con la giusta attenzione e con un paio di ritocchi finali si riesce a scamparla mantenendo la testa sulle spalle, anziché sbattendola allegramente sul primo mobile a portata di bernoccolo, però è l’unica via per allontanarsi a piccoli passi dal microdramma dell’indice e per sperare di combatterlo correzione dopo correzione.

Non sarà certo una guerra-lampo, ma ci accontentiamo di sopravvivere in trincea contro i microdrammi meno spietati una volta su cento, dico bene?

Eva Luna Mascolino

Eva Luna Mascolino è nata nel 1995 a Catania, dove si è laureata in Lingue curando la prima traduzione mondiale di "Cap Africa", una raccolta poetica del tunisino Moncef Ghachem. Dal 2016 si è invece trasferita a Trieste per studiare russo, francese e rumeno alla Scuola per Traduttori e Interpreti. Affascinata delle parole fin da sempre, nel 2010 ha vinto il Premio di Poesia Kivanis in un concorso locale e ha iniziato a collaborare con il quotidiano online "Voci di Città" nel 2011, di cui è stata caporedattrice e vicedirettrice. Nel 2015 ha poi vinto il Premio Campiello Giovani con il racconto "Je suis Charlie" e recensisce adesso narrativa per il blog "Il Rifugio dell'Ircocervo", oltre a gestire la pagina facebook "Eva Luna racconta" e a essere in trattativa per una prima pubblicazione editoriale. Chiacchierona e assetata di risposte, ama viaggiare per l'Europa con fotocamera alla mano, guardare serie tv e strimpellare il pianoforte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *