Firenze – Linea 8
Leonardo Bruni – Careggi Dino del Garbo

Ore 06:09 (previsto giorno feriale) + 1 minuto di ritardo. Fermata: Leonardo Bruni.

712 euro: Troppo freddo, stamani è davvero freddo. Lasciare le coperte è stato ingiusto, lasciare il buco che mi ospita è stato direi doloroso. Ore 6.09 la fermata è desolata. Da una ventina di giorni non vedo più una tizia con la quale ho viaggiato per tutto l’anno passato, chissà cosa le sarà successo. Mi auguro sia scappata con un  bel tipo conosciuto su un’altra linea. Resto solo, in attesa. Resto solo, al freddo. Resto con l’anima appesa. Ho riscosso lo stipendio del nuovo lavoro: 712 euro per 21 palazzi puliti da cima a fondo, 160 ore e qualche minuto di sudore, 4.46 euro all’ora. Mi è andata bene. Sono stato bravo, dicono. Sono diventato esperto nella pulizia dei pomelli dei portoni, 18 appartamenti a palazzo, 378 pomelli dove potersi addirittura rispecchiare, luccicanti. Sono stato bravo dicono, 712 euro meritati. 712 euro che sono diventati 36, e mi dovranno bastare per i prossimi dieci giorni. Tutti finiti: affitto, cibo, due pacchi di sigarette, un pacco di preservativi – che non ho ancora aperto – una maglia e un paio di lacci. Numeri, solo numeri e cifre, scope e pezze, e spazzole, e teste piegate. Mi daranno un attestato, forse. Lo metterò nel CV, che soddisfazione! Sono stato bravo dicono, 712 euro e una pacca sulla spalla. Sono stato bravo, dicono. Ore 6.10, arriva il Bus. Scenderò a Careggi, fermata Dino Del  Garbo, poi simulerò di stare male e mi lancerò sotto un camion. Quei bei camion impegnati nella costruzione della nuova Tramvia.  Dicono che sono stato bravo. 712 euro, 21 palazzi, 4.46 euro all’ora, il valore del mio tempo.

Cerco un camion, non lo trovo, nemmeno nelle scorse settimane. Riproverò domani. Sono stato bravo, mi dicono. Sorrido, sono stato bravo dicono.

Ore 06:13 (previsto giorno feriale) + 2 minuti di ritardo. Fermata: Gioberti.

712 grammi d’odio: Mi fa male una gamba. Mi fa male già la testa. Aspetto che il mondo si fermi. Io non vorrei ma odio Elvira, la odio perché è una mentecatta presuntuosa, la odio perché forse mi comprende meglio degli altri, la odio forse perché mi dice sempre la verità, la odio perché se metto una gonna troppo larga mi guarda schifata, la odio? 7 ore e 12 minuti di lavoro, 21 giorni di lavoro e 446 euro netti. Dovrei smettere di lavorare per Elvira, dovrei smettere di lavorare in generale e godermi i soldi lasciati da babbo, dovrei smettere di tagliarmi, dovrei smettere di ridere, dovrei smettere di guardarmi allo specchio. Il bus è arrivato.
Arriverò a Careggi, fermata Dino Del Garbo in orario? Cercherò qualcuno da odiare al posto di Elvira.

Ore 06:22 (previsto giorno feriale) + 4 minuti di ritardo. Fermata: Leone X Lorenzo il Magnifico.

712 Passi: Stamani mi sono svegliata con una voglia matta di pizza. Che strano queste mie voglie, e non sono nemmeno incinta, mai stata e mai lo sarò. Saranno stati i 712 calci di Mario che mi avranno fatto passare la voglia di diventare mamma? 712  calci sul mio ventre solo perché, per scherzo, gli avevo detto che sarebbe diventato padre? Mi picchiò selvaggiamente, lo fece per 21 minuti, rimasi in ospedale 44 giorni e 6 ore. Erano tre anni che non lo vedevo, l’ho rivisto ieri sera, in una pizzeria del centro, era con una donna e un bimbo di un paio d’anni. Non l’ho salutato, sono uscita dalla pizzeria, ho contato 712 passi, per ogni passo ho rivissuto il dolore di ogni singolo calcio, poi mi sono fermata, seduta in terra e ho pianto, ho pianto senza sosta, senza respiro, senza che qualcuno o qualcosa potesse fermarmi. Un  pianto senza misericordia, senza Cristo, non l’avevo mai fatto prima di ieri sera. Non avevo mai pianto in questi tre anni, nemmeno quando con il tallone mi colpiva le mani, le ginocchia, nemmeno quando sentivo le costole spaccarsi e trafiggermi i polmoni, non l’avevo mai fatto.

Scendo a Careggi Dino del Garbo, ho una strana voglia di pizza, mi accarezzo il viso.
Buona questa pizza! 712 passi fino alla scrivania, li conto.
Mi fermo, respiro a pieno polmoni, erano tre anni che non mangiavo la pizza, erano tre anni che non sorridevo.

Ore 06:31 (previsto giorno feriale) + 7 minuti e 12 secondi di ritardo. Fermata: Careggi Dino del Garbo.


 

Donatello Cirone: fondatore de L’Irrequieto, nato nella valle del Sauro, in Lucania, nel 1986. Ha pubblicato due silloge poetiche: La vita di una morte, LibroItaliano, Ragusa 2005 e Gl’oratori del nulla, Amorsog et Oream, Il filo, Roma 2007. Scritti pubblicati sulla Rivista.

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