Firenze – Linea 23       
CARLO D’ANGIÒ – MAGELLANO

Orario 7:05. Fermata: CARLO D’ANGIÒ è nato a Parigi il 21 marzo 1226, è morto a Foggia il  7 gennaio del 1285. È  figlio di un Luigi, non decapitato, l’ottavo e di Bianca di Castiglia.  Ha avuto otto figli da due mogli diversi, a loro il divorzio era concesso. Figlio di un “Leone”,  fratello di  un “Santo” e padre di uno “Zoppo”.
I Vespri e le tasse hanno il suo marchio regale.

Un cielo tappezzato di nuvole senza contorni annuncia l’imminenza della pioggia. Gocce rumorose che bagneranno le mani degli operai, i ciclisti scampati ai SUV, i vecchietti in fila perenne.  Sale un gruppo di ragazzi impomatati e meravigliosamente profumanti, mantengono il silenzio. Io me ne sto qui in alto a guardali. Vorrei poggiarmi sul nasino alla francese di quella ragazza seduta in fondo. Non lo faccio.  Ha un giornale in mano. Potrei finire schiacciata al finestrino, la stessa fine di Graduca schiacciato sul bus di linea che corre verso il senese. “Il cielo tappezzato di nuvole senza contorni”… bla bla bla, come son diventata poetica. Mi faccio ridere! Svolazzo senza voglia, vorrei tornare allo stato di larva. Una larva triste che sarebbe dovuta restare al caldo. Io sono una mosca.

Fermata : GIOVANNI DALLE BANDE NERE:  (Forlì, 6 aprile 1498 – Mantova, 30 novembre 1526), condottiero rinascimentale, suo figlio Cosimo I de’ Medici è il  Granduca di Toscana. Un sigaro Toscano ne prende il nome, fatto negli stabilimenti di Lucca a macchina, essiccato a fuoco e ripieno di Kentucky nazionale (Valtiberina) e Kentucky USA. Durata della fumata 1h e 15 minuti.

Tutti mi odiano, mi detestano. Mi vogliono uccidere. Un continuo vortice di morte che ci abbraccia: ciabatte, spray mortali, polveri tossiche. Ci uccidono e non facciamo mai pena a nessuno. Le donne urlano, gli uomini fanno finta ma in segreto si cambiano l’intimo. Tutto per noi è morte.
Come sono finito in questo bus, perché? Sono confuso.
Adesso ricordo: mi ero appartato con Brigilda dentro questa borsa di pelle, poi caduto sul pavimento sporco di questo 23 carico di desolazione. Brigilda dov’è? Un’altra vittima di questo maledetto mondo che ci vuole tutti morti. Mi chiamano blatta o scarafaggio.

Fermata: MUSEO DI SAN MARCO. Coordinate: 43°46′41.51″N 11°15′33.58″E / 43.778198°N 11.259329°E43.778198; 11.259329. Visitarlo è d’obbligo!

Io sono una mietitrice. Veicolo malattie, mi intrufolo fra le vostre lenzuola, nelle vostre case. Sono in tutto il mondo e non ho pietà, sono fatta così, non datemene una colpa. Adesso mi poggio sul cappello dell’autista e mi godo la strada, il traffico, i lavori, i motorini che tagliano la strada, questo bus in cerca del tempo.
Resto qui in attesa di una nuova vittima. Controllo la  selezione naturale della vostra specie. Non mi avrete mai. Io sono la zanzara.

Fermata: MAGELLANO  (Sabrosa, 17 ottobre 1480 – Isola di Mactan, 27 aprile 1521), Ferdinando è il circumNavigatore per eccellenza, grazie ad Antonio Pigafetta e ai suoi appunti che conosciamo l’impresa e tutto il resto. L’asteroide 52558 prendo il suo nome.

A vele spiegate verso il mio nido. Io sono una  vespa che si è persa…

Donatello Cirone

Donatello Cirone: fondatore de L’Irrequieto, nato nella valle del Sauro, in Lucania, il 28 giugno del 1986.
Ha pubblicato due silloge poetiche: La vita di una morte, LibroItaliano, Ragusa 2005 e Gl’oratori del nulla, Amorsog et Oream, Il filo, Roma 2007. Scritti pubblicati sulla Rivista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *