In un teatro di provincia si stanno svolgendo le prove di una commedia brillante. La fauna è composta da attori viziati, tecnici imbranati e un regista che prova a dirigere tutti senza impazzire. Nel bel mezzo delle prove, sei individui entrano nel teatro e si avvicinano al palco. Il regista, con un filo d’ansia, chiede cosa vogliano. Il più anziano del gruppo (formato da soli uomini, tutti in giacca e cravatta) prende la parola e spiega, come se fosse la cosa più normale del mondo, che sono personaggi in cerca di autore. Il regista chiede se sono pazienti del vicino manicomio, ma questi sostengono di non avere problemi mentali e di essere semplicemente personaggi nati personaggi. Non hanno nemmeno nomi normali, sono stati chiamati con nomi di colori: Bianco, Rosa, Giallo, Blu, Arancio e Marrone. I personaggi si appropriano del palco e Rosa dice al regista che la loro storia è così ganza che non possono non raccontarla. Arancio informa che si tratta di un furto di diamanti finito male e che vorrebbero l’aiuto del regista per rappresentare la storia nel migliore dei modi. Il regista prova a cacciarli dicendo che una storia di rapine e violenza non è adatta per il suo teatro, ma i personaggi sono ostinati e iniziano la rappresentazione.

Arancio si sdraia in un angolo del palco perché dice che gli hanno sparato nella pancia e deve stare comodo. Blu e Marrone scendono momentaneamente dal palco perché compariranno solo nei flashback. Gli attori della compagnia sono allibiti e non sanno come comportarsi; il regista, invece, adesso sembra interessato. Inizia lo show: Bianco si accuccia vicino ad Arancio dicendogli che andrà tutto bene. Entra in scena Rosa, incazzato perché la rapina è andata male e convinto che ci sia una talpa. C’è un litigio tra Bianco e Rosa, che si interrompe quando entra Giallo, perché entrambi ce l’hanno a morte con lui. Lo accusano di essere uno psicopatico e sostengono che è colpa sua se la rapina è finita male, visto che si è messo a sparare come un matto contro gli sbirri. Giallo si scusa con il regista dicendo che se è pazzo non è colpa sua, è che lo hanno disegnato così.

Il regista, ormai convinto che la storia meriti di essere rappresentata, affida i ruoli ai suoi attori. La prima attrice è inviperita perché non ci sono personaggi femminili e minaccia di abbandonare il teatro. Il regista le dice che, con i capelli raccolti e una fascia per nascondere il seno, potrà fare Arancio; soddisfatta, va a sdraiarsi accanto al suo personaggio e gli chiede consigli per sembrare una morente convincente. Il regista chiede ai suoi attori di rifare la scena che hanno appena interpretato i personaggi. Questi, però, si mostrano scettici di fronte all’interpretazione degli attori, sostenendo che sia troppo finta, artificiosa. Gli attori, sentendosi criticati e giudicati, diventano sempre più nervosi e il regista prova a calmare gli animi. Gli attori, con la supervisione dei personaggi, provano ad interpretare un’altra scena: quella dove il boss contatta Bianco per spiegargli il lavoro. Nonostante il boss e Bianco siano interpretati dai migliori attori della compagnia, Bianco scuote la testa, troppo finti. Per accontentare la prima attrice, viene provata anche la scena in cui Arancio (cioè lei) spara e uccide Giallo, ma la poverina non sa nemmeno tenere in mano una pistola in modo convincente.

Ormai stanchi, i personaggi dicono al regista che la storia funzionerà solo se saranno loro stessi a recitarla, o meglio, a viverla. Tecnici e attori protestano per aver perso una giornata di lavoro, ma i personaggi chiedono un ultimo favore: vogliono far vedere loro la scena finale, così la compagnia avrà un’idea completa della storia e potrà decidere se mettere lo spettacolo in cartellone.

Nella scena finale, Blu e Marrone, che in realtà sono morti prima dell’inizio, interpretano il boss e suo figlio (cosa che di certo non semplifica la comprensione della storia); loro due, Arancio mezzo morto e Bianco, estraggono le pistole e si sparano l’un l’altro in una danza di proiettili. Cadono tutti a terra e gli attori, non sapendo se sono morti davvero o per finta, si precipitano a soccorrerli. Mentre cala il sipario, Rosa fugge passando dalla platea con in mano un sacchetto pieno di diamanti. Diamanti veri o diamanti personaggio? Ai posteri l’ardua sentenza.

Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello /// Le iene scritto e diretto da Quentin Tarantino

Beatrice Gambogi

Attrice, scrittrice, modella, cantante, presentatrice, insegnante, fotografa, blogger, influencer, performer, minipimer… in cerca di un lavoro serio.

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