Cornice: Mirandolina e Fabrizio a casa di lui. Mirandolina, sotto le coperte, stanca,  beve una tisana. Fabrizio l’ha trovata svenuta in un vicolo, col volto tumefatto. L’ha salvata, lavata, rifocillata; adesso vorrebbe sapere cosa le è successo. Mirandolina avverte che sarà una storia lunga; Fabrizio, mite e gentile, dice di avere tutto il tempo che ci vuole. Da qui inizia il racconto di Mirandolina, formato da scene che, con un complesso sistema di bui e cambi scena, si alternano a quelle della cornice.

Alla locanda gestita da Mirandolina, il marchese di Forlipopoli e il conte d’Albafiorita, innamoratissimi di lei, fanno a gara per corteggiarla. Mirandolina è  cortese con loro, ma anche abbastanza ambigua e sfuggente. Una notte, Mirandolina si reca nella camera del conte e ha un rapporto sessuale con lui. Chiede al conte la massima riservatezza e lui non capisce se Mirandolina vuole qualcosa di serio o se è stata una botta e via. Uscendo, la donna incontra un servitore del conte nel corridoio e si fa possedere da lui nelle cucine.

Giorni dopo, arriva alla locanda il cavaliere di Ripafratta, amico del conte e del marchese. Questi due lodano Mirandolina come donna eccezionale, ma il cavaliere sul tema femmine è intransigente: non vuole sposarsi, né avere a che fare con le donne in nessun modo, neppure farci sesso. Pensa che gli sforzi del conte e del marchese per avere quella donnetta siano inutili e stupidi. Mirandolina, nascosta, sente le sparate del cavaliere contro le donne e, nel monologo successivo, decide di fargliela pagare provando a farlo innamorare di lei.

Mirandolina ha un rapporto con entrambi i servitori del cavaliere (la prima scena di doppia penetrazione della storia del teatro; di solito si tratta di una simulazione, ma pare che nel 1971, il grande Iginio Solforotti, guru del ‘teatro verità’, abbia preteso vere penetrazioni in scena). Post-coito, parla con i servitori e loro confermano l’odio del loro padrone verso le donne. Mirandolina dà inizio al suo piano. Porta personalmente del cibo, da lei preparato, nella camera del cavaliere. I modi bruschi di lui si fanno più gentili man mano che la locandiera parla, mostrandosi donna intelligente e libera, ma è quando Mirandolina inizia a parlare male del matrimonio e delle donne che il cavaliere si illumina. Le dice che non ha mai conosciuto una donna così simile ad un uomo e che, stranamente, gli piace stare in sua compagnia. Mirandolina è sulla giusta strada; il giorno dopo, si reca di nuovo in camera del cavaliere, portando cibo prelibato e lenzuola di lino. Il cavaliere trova il cibo ottimo e, dopo l’ultimo boccone, si accorge di Mirandolina completamente nuda sul suo letto. Non resiste e la possiede selvaggiamente.

Nella cornice, Mirandolina confessa a Fabrizio che il piano fallì. Voleva far innamorare il cavaliere, ma si stava innamorando anche lei. Spaventato dal suo amore, il cavaliere se ne andò a Livorno e sparì. Fabrizio svela di essere vergine, ma il racconto dell’ipersessualità di Mirandolina, anziché infastidirlo, lo affascina. La storia prosegue.

Mirandolina invita il marchese nelle cucine -l’unico che non si era ancora fatta- e si fa possedere sul tavolone. Dopo qualche giorno, inaspettatamente, torna alla locanda il cavaliere e Mirandolina intraprende con lui una storia continuativa di sesso.

Arrivano alla locanda Ortensia e Dejanira, due commedianti. Quando Mirandolina le vede spogliarsi, si sente stranamente eccitata e decide di provare per la prima volta l’esperienza omosessuale, facendo sesso con loro. In seguito, Dejanira e il cavaliere diventano amanti. Mirandolina lo scopre e, sconvolta, decide di uccidere il cavaliere. Si reca, con un coltello nella sacca, nel vicolo che lui attraversa tutte le sere. Quando lo vede passare prova a colpirlo, ma l’uomo si difende e con un pugno la lascia a terra, svenuta.

Finito il racconto, Mirandolina è stanca e ha bisogno di dormire. Fabrizio le tira su le coperte e quando capisce che si è assopita, tira fuori il pisello e prova maldestramente a penetrarla. Mirandolina si dimena e colpisce Fabrizio a morte col suo coltello. Adesso può calare il sipario su una delle opere più coraggiose, innovative e porcelle della storia del teatro.

 

La locandiera di Carlo Goldoni /// Nymphomaniac voll. I e II, scritto e diretto da Lars Von Trier

Beatrice Gambogi

Attrice, scrittrice, modella, cantante, presentatrice, insegnante, fotografa, blogger, influencer, performer, minipimer… in cerca di un lavoro serio.

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