L’era digitale ha vantaggi da offrire a qualunque mestiere, anche agli scrittori che hanno costante necessità di entrare in contatto con il proprio pubblico o con altri esperti del settore. Soprattutto, poi, social network e siti internet sono una manna dal cielo per chi è ancora esordiente e tenta di ottenere qualche riconoscimento partecipando a un concorso letterario.

Oramai ne vengono indetti di ogni tipo e dedicati a qualsiasi genere, cosicché risulta difficile non trovare con le dovute ricerche un bando che faccia al caso proprio. Anzi, probabilmente il problema consiste nel fatto che le opzioni sono a tal punto numerose e accattivanti da confondere e stordire.

Va specificato che non sempre le realtà con cui si ha a che fare sono ambigue, approssimative o apparentemente poco serie, sebbene il proliferare di iniziative abbia giocoforza consentito a fin troppi enti di cimentarsi in prima persona con l’organizzazione di queste competizioni, al punto da rendere diffidenti i potenziali concorrenti e da fare sentire impelagati nell’ennesimo microdramma.

Come capire, infatti, se la giuria del Concorso Volemose Bene è autorevole o se non è il caso di affidarsi a Gianni Pappa e Ciccio Lonza? Come stabilire se valga la pena pagare 15 € di bonifico (con commissioni) per il Premio Giraffa Gigante e quanto fidarsi di chi non fa distinzioni fra opere anonime e opere firmate, o fra alunni ancora al liceo e pensionati?

Oltre a ciò, ci sono talvolta costi aggiuntivi da prevedere per le copie cartacee da inviare – e nella maggior parte delle occasioni non è specificato se si debba stampare da entrambi i lati del foglio o meno, se le pagine vadano pinzate e se si possa spedire via raccomandata con ricevuta di ritorno da parte dell’Associazione Lavoratori Squattrinati Che Improvvisano Eventi Culturali.

Come se non bastasse, ora i premi sono in denaro (15 € in libri, che corrispondono alla quota di iscrizione e con i quali quantomeno ci si sarebbe potuti procurare un volume secondo i propri gusti) e ora in millantate pubblicazioni in antologie di cui si dovrà però pagare la copia personale.

Altrimenti, o è obbligatorio essere presenti alla cerimonia che si svolgerà in data da definirsi entro i successivi quattro anni in un paesello di novecento abitanti lontano ottantasette minuti in auto dalla stazione dei treni più vicina oppure si può delegare qualcuno in propria vece compilando un documento di sette pagine da mandare controfirmato dal Presidente della Repubblica entro tre giorni lavorativi dalla data di compleanno dell’autore.

In altre parole, per destreggiarsi è richiesta una certa dose di pazienza e un buon livello di auto-discernimento, oltre alla capacità di rispettare i limiti di lunghezza imposti e a trovare la voglia di selezionare un’opera da candidare o di scriverne una da zero. A tal proposito, quando si legge fra i requisiti che il manoscritto deve essere inedito, se non è specificato altro si devono ritenere escluse tutte le pubblicazioni su riviste cartacee o online, o magari si ritiene valida qualunque creazione ancora sprovvista di ISBN, rischiando però l’esclusione a priori per mancato rispetto del regolamento?

Visto il caos, insomma, solo qualche consiglio per sopravvivere al microdramma dei concorsi letterari con un paio di trofei in tasca e con la dignità e il cervello ancora al loro posto: non sborsate troppo, non stampate troppo poco, non siate avari di telefonate chiarificatrici e specialmente non aderite per il solo gusto di partecipare. Correrete il rischio di vincere con il doppio delle probabilità, in particolare quando la ricompensa in questione è un cesto di salumi caserecci che rivoluzionerà la vostra fama internazionale di talento da encomiare.

Eva Luna Mascolino

Eva Luna Mascolino è nata nel 1995 a Catania, dove si è laureata in Lingue curando la prima traduzione mondiale di "Cap Africa", una raccolta poetica del tunisino Moncef Ghachem. Dal 2016 si è invece trasferita a Trieste per studiare russo, francese e rumeno alla Scuola per Traduttori e Interpreti. Affascinata delle parole fin da sempre, nel 2010 ha vinto il Premio di Poesia Kivanis in un concorso locale e ha iniziato a collaborare con il quotidiano online "Voci di Città" nel 2011, di cui è stata caporedattrice e vicedirettrice. Nel 2015 ha poi vinto il Premio Campiello Giovani con il racconto "Je suis Charlie" e recensisce adesso narrativa per il blog "Il Rifugio dell'Ircocervo", oltre a gestire la pagina facebook "Eva Luna racconta" e a essere in trattativa per una prima pubblicazione editoriale. Chiacchierona e assetata di risposte, ama viaggiare per l'Europa con fotocamera alla mano, guardare serie tv e strimpellare il pianoforte.

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