Numero 3

L’ultimo brunch degli idealisti

di Alessandro Xenos

Geostasi di Giacomo Braccialarghe

Fu l’alba dei nottambuli, la fine del mercato, dei bordelli di frutta e verdura recuperati sul cemento.
C’era chi si beveva il nono caffè della giornata, ingoiato amaro per risparmiare, chi si perdeva irrequieto nei torridi giochi della seduzione, chi invece, solito cafone, discuteva del prezzo della birra a Teheran. Ultima negazione della storia, noi, ci ammassavamo nei bar, contenti almeno di cambiare luogo, di attraversare i bassifondi dei nostri pensieri, di rinnegare..Continue reading

 
 
 
 
 


Accalappiacani

di Donatello Cirone

caronte
Caronte di Giacomo Braccialarghe

Il grande maremmano bianco vagabondava sempre con gli occhi spenti. Il passo però era fiero ed elegante, era bellissimo il suo pelo color lana, bianco come la neve. Tutte le mattine mettevo in tasca un paio di biscotti ed una fetta di pane. Lo facevo di nascosto: non potevamo permetterci un altro essere da sfamare. Mia madre non si accorse mai di nulla o così credevo. Tutte le mattine lui era lì ad aspettarmi: divorava tutto con una velocità a me sconosciuta, poi con passo protettivo mi scortava fino a scuola. L’entrata nel cortile era ogni mattina emozionante e gloriosa. Tutti si giravano: io ero il condottiero e lui il mio fedele compagno d’avventure. Le bimbe mi guardavano ammirate, seguiva solo me Ermione. Era l’essere vivente più bello e maestoso dell’universo..Continue reading

 
 
 
 
 
 


Il volere

di Alessandro Xenos

Il volere è come l’abitudine alle

battaglie,

è la trincea tra i campi magri..Continue reading

 


Morbidi approdi

di Donatello Cirone

Ballonzolano seni e capezzoli,

quasi a terra,

come biglie sulla spiaggia..Continue reading


Guerra senza telecamera

di Donatello Cirone

Cercatelo nella fanghiglia,

o fra gli intrecci della fune

dell’impiccato, o forse No..Continue reading


 

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