Numero 17

Tu ne quaesieris

di Federica Gullotta

 

sette
I cerchi narranti #7 di Luca Cini

“Tu ne quaesieris (scire nefas) quem mihi, quem tibi
Finem di dederint”

Essere dietro la fredda tenda
Di una notte precoce,
O senza riparo alcuno
Esposta alle braci del sole;
Non l’una, non l’altra scelta
Ti è consentita
Là dove non c’è illusione
Che renda dolce l’aria:

“Tu non chiedere (tanto non è dato sapere)
Quale a me, quale altra a te
Sorte gli dei concedano”

Alle rive di sterpi rigogliose
Ride la salina
Con innocente fanciullezza,
Ed i vecchi gabbiani,
E la gabbianella con la prole accanto
Brancolano sulle sponde,
Una zampa nell’acqua
L’altra incerta sollevata;

“Tu ne quaesieris (scire nefas) quem mihi, quem tibi
Finem di dederint”

Ed è questo l’Amore che io
Conosco, ma non è lo stesso
Per il gabbiano stanco, né
Per il parente o l’amico lontano;
Non affetto fraterno, né
Pietà,
Non l’Amore di un poeta
Che ignora il futuro,
E si vanta:

“Tu non chiedere (tanto non è dato sapere)
Quale a me, quale altra a te
Sorte gli dèi concedano”

Ognuno conosce
Il proprio destino
Da quando la sua voce lancia
Un grido nell’aria


freccia sinistrafreccia

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