Numero 12

E noi che vogliamo far sparire i nomi

di Luigi Balice

A la spera di Caroline Lassée
A la spera di Caroline Lassée

Il corpo ha questa magica capacità di piantare tende nel nostro kibbutz del desiderio.
Approfitta dei momenti sottratti alla realtà per rivendicare l’appartenenza a luoghi nascosti dal tempo.

E così ha occupato seppur per qualche istante tutti gli spazi della felicità. Ha disarmanto il battaglione disordinato che è partito anni fa per assecondare lo slancio curioso di una volontà che ora non fa più quadrare i conti: l’illusione di poter colmare le proprie mancanze finisce sempre per sottrarre voci.. Continue reading

 

 
 
 
 
 


i melograni

rubrica di Luca Saracino

melograni numero 12Phil Collins

Al campino del paese era il 1993 e fissi a giocare nei pomeriggi di giugno eravamo in quattro: il Pera, Sardaro Luigi, il figlio del postino e io. A quel tempo mia madre mi portava a farmi i capelli da Rosario, un uomo con la lisca che parlava senza sosta e aveva le meches rosa. Facciamo i capelli all’ometto

Inevitabile

Il primo passo fu quello di comprare il nuovo surgelatore poi si fece crescere una barba scura e cominciò a piazzare le trappole nel bosco..Continue reading

 
 
 


 

Feuilleton Il passaggio in macchina – parte prima

di Alessandro Xenos

Clima ventilato di Elisa Saracino
Clima ventilato di Elisa Saracino

Incuranti della canicola, centinaia di turisti si ammassavano in cerchio intorno agli artisti di strada sulla piazza della Comédie. Gli indigeni osservavano la scena scambiandosi sguardi a metà tra l’ammirazione per i saltimbanchi e la pena per quei tonti di parigini, come venivano definiti tutti i vacanzieri in ciabatte e abbronzatura da insalata, dalle risate troppo entusiaste per sembrare vere. Proprio davanti a un capannello di inciabattati con la visiera, un gruppo di vecchietti approfittava del fresco dei nebulizzatori del Grand Café ingurgitando pastis a 40° e scommettendo su quanto tempo ci avrebbero messo le belle parigine a liberarsi di quelle facce da lumaca..Continue reading

 

 
 
 
 


Vimini e castagno

di Donatello Cirone

Washing up music di Elisa Saracino
Washing up music di Elisa Saracino

Una cicala si era spenta, svuotata dal cantare e dai raggi prepotenti. Il suo canto, a pochi giorni dalla sua morte, si era sporcato di fango come il canto di sirene tristi e asciutte, crocifisse vive e con la pinna mozzata da vedove dolenti. Sotto l’ulivo che aveva ospitato la cicale, era stesa, su una sdraio di vimini e castagno, Giannina: le due braccia penzolavano, la bocca aperta come le gambe, respirava delicatamente, il suo corpo molle e burroso si scioglieva al sole, uno strato di sudore la impacchettava come la pellicola fa con un cosciotto di tacchino. Un impercettibile..Continue reading

 

 

 
 
 
 


 

 

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