Numero 9

Il faldone

di Alessandro Xenos

Specchiati! di Giulia Custodi
Specchiati! di Giulia Custodi

Avevo perso la mia battaglia. Da sola la logica non bastava. Continuavo a fissare quel faldone giallo con un grumo di lacerazioni nelle tempie. Qualche istante prima mi ripetevo: l’uomo è nato libero e in spazi aperti, la ragione è dalla mia parte. Quella breve telefonata mi confermò il contrario. Ero esausto come una Converse a fine estate. Mi sedetti sul bordo sbeccato della sedia guardando l’angolo ancora intatto dello specchio. Ero una bestia elegante. L’istinto, mi dissi, è più importante della logica. Il telefono suonò ancora, uscii, incontrai il capo e non mi accontentai solamente di dirgli quello che pensavo.Un mese dopo il cantiere chiuse, tutti a casa, tranne il capo..Continue reading 

 




Petali nell’aria

di Donatello Cirone

Colpo di Stato di Elisa Saracino
Colpo di Stato di Elisa Saracino

Il sole fuori si era eclissato. Bice si dimenava, le  punte dei chiodi penetrate dentro le sue braccia luccicavano sotto il neon,  una luce bluastra le illuminava la fronte, il ventre era gonfio come il palloncino volato via al suo settimo compleanno, i muscoli della mascella si erano lacerati, i nervi annodati, i denti  polvere e le gengive zampillavano come la Barcaccia dopo la scesa della compagnia dei fioristi, i suoi capelli si muovevano come pale di mulini a vento sferzati da una bufera, nella stanza si respirava pace proprio come in un cortile con una vacca e tre tori pronti alla monta. Spingeva Bice, si dilatava, trasudava sangue, le dita dei piedi, nell’aria, danzavano come dieci ubriachi in preda a un delirium tremens..Continue reading 


Parole a caso

di Luigi Balice

Above Los Angeles di Elise Reinke
Above Los Angeles di Elise Reinke

Passo in rassegna tutti i vuoti che mi separano da me ogni giorno. Sono il riflesso nascosto dell’attrito tra l’animo e il mondo esterno. Sono mancanze già vissute a cui abbiamo risposto imitando gli altri. Sono piccoli spazi di verità occupati da goffi tentativi di costruire modelli preconfezionati e diventano bunker di sabbia che crollano se sfiorati da ignare carezze.

Difficile incollare lo strato più reale ai mille vecchi strati veri, farli scorrere paralleli con avida curiosità per incastonarci parole a caso, gesti fortuiti, espressioni approssimate di un’osmosi..Continue reading 

 






 

Analisi

di Luca Saracino

Alla fine la vecchia era diventata meno cattiva. La osservai seduta in auto
in attesa che anche io salissi per portarla a ritirare le analisi.
Sembrava impaurita aggrappata al manico della borsa
che teneva in bilico sulle ginocchia. Pensai che era
la stessa persona che aveva rovinato la mia
infanzia cioè la mia vita e quella di Clara.
Finii la sigaretta e sedetti al posto
di guida senza più sapere
cosa augurarmi.

Orfano

di Luca Saracino

Oggi ho visto mio padre e gli ho offerto una sigaretta. Abbiamo fumato
in silenzio seduti su una panchina. Sai babbo, io e te siamo proprio
uguali gli ho detto prima di andarmene. Siamo entrambi orfani.


Sordi battiti

di Emanuele Martinuzzi

Sordi battiti

i rami intrecciati:

rovine d’ombra.

Cozzano nubi

di Emanuele Martinuzzi

Cozzano nubi

di vetro rosseggiante

frana l’edera.

estratti da ” Nella Pienezza del Non” 2010

 

 

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